La cacca, una roba tabù che si cerca di coprire in ogni modo.
La scena è questa. Tavolo di una pizzeria, tivù megagalattica LED accesa davanti agli occhi su un canale per ragazzi che trasmette cartoni animati e sit-com di imbecilli quindicenni. Sì, i figli del pizzettaro erano di quell'età, più o meno, e volevano vedere quel programma. Tra una parte del film e l'altra, eccoti le solite pubblicità di giocattoli e bambolotti. Ed ecco che vedo lei:
Baby Eva.
Bambola come tante? No.
Bambola che manda giù la pappa, e che dopo qualche minuto fa la cacca. Una bella cacca verde e gialla spalmata sul pannolino, che mi sono ritrovata a osservare mentre tagliavo la fetta gialla della mia pizza con le patate sopra. Una cacca brasiliana, oserei dire. Sì, quel verde e quel giallo.
Una bambola dotata di un unico canale esofageo-rettale, o che ha un apparato digerente che va alla grande. Mangerà una pappa piena di fibre, la bimba. Certo, però, che la cacca verde e gialla è preoccupante. E i pannolini non sono lavabili, perciò veramente, come per i neonati, via nel cestino. E se ne ricomprano. Doppia spesa, doppio schifo.
Non parlo di tabù, non è che dico: "Uh, bleah, la cacca, copriamola!!!".
Mi sono semplicemente chiesta se da piccola avevo davvero bisogno di vedere la cacca di una bambola. No, non credo. Veramente immaginavo anche la pappa, perché la preparavo per finta. Oppure ci mettevo la mia, e mi incazzavo perché non avevano previsto un buco per mandarlo giù, quel cibo. Al massimo avevo un finto latte in un biberon che non si apriva. E quel finto latte dopo qualche mese cominciava a seccarsi.
Forse i bambini di oggi non riescono a immaginarla da soli una cacca, e c'è bisogno dell'aiutino. Boh.
Io non la capisco questa bambola.
Aiutatemi, perché non l'ho capita.
So solo che pur di vendere qualcosa mi hanno mandato la pizza di traverso.
